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Anno XIV - Numero 2 - Febbraio 2011

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Manutenzione Urbana. Strategia per la sostenibilità della città.

La letteratura sulla manutenzione si � arricchita in questi ultimi anni di numerosi contributi redatti nella nostra lingua da autori italiani.

Non si pu� per� affermare che questi libri abbiano contribuito ad allargare l�orizzonte della cultura manutentiva.

Troppe generalizzazioni; frequenti strafalcioni su contenuti prettamente tecnici, ma privi di una dose sufficiente di accuratezza; mancanza di idee; stravolgimenti imperdonabili nella descrizione di procedure peraltro note da anni ma presentate come fossero novit�; scarsa finalizzazione nel descrivere le opportunit� di cambiamento che il testo promette, ma solo promette; tentativo di universalizzare strumenti operativi che si rivelano adatti solo a specifiche realt� aziendali; scopiazzature da altri autori senza citare la fonte.

Per fare solo qualche esempio.

Una nuova pubblicazione, quando avviene, � sempre una festa perch� in fondo si tratta di una materia nella quale professionalmente e personalmente sono da anni impegnato, poi, per�, la delusione prende spesso il sopravvento.

La lettura diventa cos� un �dovere�, e giunto all�ultima pagina archivio il libro, che rapidamente scompare nello scaffale.

Il libro di Michele Di Sivo non appartiene a questa categoria.

Certo non � di facile lettura, � ricco di citazioni, ha un taglio filosofico, obbliga a rallentare sui tornanti delle sue considerazioni. Per� � interessante. Si pu� anche non essere d�accordo su alcune conclusioni, ma non � mai banale.

Manutenzione Urbana fa riflettere. Non c�� una formula e nemmeno un disegno. Si parla di manutenzione della citt�, un argomento solo apparentemente distante dalla manutenzione industriale, ma certamente pi� vicino a ciascuno di noi in quanto evidenzia una realt� nella quale noi tutti siamo immersi, non solo uno sparuto gruppo di specialisti della materia.

Il testo � organicamente diviso in quattro parti, tutte attraversate da un unico filo conduttore: il tema della sostenibilit�.

Manutenzione Urbana si svolge dunque lungo quattro direttrici:

  • Sostenibilit� e manutenzione urbana, dove l�autore percorre alcuni temi cari all�argomento sostenibilit� dal Rapporto MIT per il Club di Roma (1972) al Rapporto Burtland (1987), passando per Jeremy Rifkin, l�entropia (il �disordine dell�universo�, che evolve verso stati entropici sempre pi� elevati) e le tre leggi della termodinamica, per il �recupero della natura�, fino a postulare la necessit� di una cura, manutenzione, conservazione (che poi sono tre sinonimi) della citt� come rimedio al degrado e allo spreco di risorse.
    La manutenzione quindi come fatto economico, in tutti i sensi.

  • Cura, tempo e manutenzione, dove un evento internazionale l�Earth Summit di Rio (1992), testimone di uno sviluppo incontrollato e sconsiderato dell�ambiente, � l�occasione per iniziare a ragionare sulle azioni da svolgere.
    L�ambiente urbano, si afferma nel summit di Rio, �viene riconosciuto come sistema�.
    Innanzitutto ci deve essere �cura�, cos� scrive Di Sivo, accompagnando questa nota con dotte osservazioni (Cartesio e Aristotele), alla �cultura dell�usa e getta va contrapposta la cultura della responsabilit��.
    Non poteva mancare poi, prima di arrivare alla manutenzione, la nozione del tempo.
    L�ambiente costruito � caratterizzato, infatti, da oggetti che hanno lunghissimi cicli di vita, nell�ordine delle decine d�anni se non dei secoli.
    La manutenzione infine si sostanzia prima di tutto nella manutenibilit�, ossia nel permeare di manutenzione tutta la fase di progettazione.

  • Qualit� e manutenzione, dove si afferma che fare manutenzione significa operare nel verso della qualit�, non una qualit� in senso astratto, ma una qualit� �antitesi della quantit��.
    Sembra un sofisma, ma leggendo fra le righe, Di Sivo va oltre la qualit� come mero strumento e la intende in senso pi� ampio, anche estetico.
    Per sottolineare questa affermazione coinvolge autentici giganti del calibro di Galileo, Hobbes e Cartesio.
    In definitiva significa osservare la qualit� come valore e non come semplice caratteristica.

  • Manutenzione urbana come strategia, � un po� l�elemento centrale del libro anche se giunge alla fine, dove l�autore afferma il principio che la manutenzione urbana �deve uscire dall�universo dello straordinario per avviarsi verso il mondo dell�ordinario, diventando strumento di conservazione ragionata della citt��. Ci� non ostante l�ambiente costruito sia �segnato da imprevedibili casualit��.
    Una precisa visione �moderna� del ruolo della manutenzione in un mondo caratterizzato dal passaggio �da una fase di sviluppo ad una di conservazione�, in un mondo che esprime �una diffusa e generalizzata domanda di manutenzione�.
    Questo ruolo pu� essere focalizzato solo superando le �difficolt� insite nel trasferimento di teorie e metodi della cultura manutentiva industriale a quella urbana�, fra due ambienti cio� ugualmente complessi ma diversi.
    La quarta parte si chiude con un riferimento ai Laboratori di Quartiere, un argomento caro a Giovanni Ferracuti del quale Michele Di Sivo � l�erede culturale.
    I Laboratori di Quartiere, rappresentano il luogo della partecipazione dell�utilizzatore ai processi della manutenzione. I laboratori, ed altre iniziative partecipative, sono una sorta di �Manutenzione Autonoma� applicata alla realt� urbana. La dimostrazione che anche in questo settore, come nella fabbrica automobilistica di Nakajima, si sente il bisogno di mettere al centro dei processi manutentivi l�utilizzatore.

Michele Di Sivo concepisce la manutenzione urbana e la analizza usando un approccio sistemico.

L�approfondimento degli aspetti tecnici ed operativi, cui pure � dedicato qua e l� dello spazio, � perfettamente inutile se non sono definiti prioritariamente una visione, gli scopi, i processi organizzativi conseguenti ed i criteri di misura, controllo e regolazione del sistema.

Nella manutenzione urbana siamo ancora in questa fase �in mezzo al guado�, prenderne atto significa avere a che fare con il mondo del reale, in contrapposizione con teorie e metodi che procedendo in ordine sparso ottengono a volte risultati opposti a quelle che erano le reali intenzioni.

L�approccio usato in Manutenzione Urbana ritengo sia in perfetta sintonia con l�ultimo libro di Gianfranco Dioguardi (che definirei un intellettuale esperto di economia con l�hobby della manutenzione) �Sistemi Organizzativi�, pubblicato qualche settimana fa, dove peraltro le considerazioni sui sistemi occupano una buona met� dei ragionamenti.

Nella manutenzione urbana mi pare importante parlare di Politica Manutentiva, prima ancora che di politiche manutentive. Ossia occorre definire un pensiero comune che raccordi le esigenze dei cittadini (come utenti) rispetto agli enti pubblici, alle istituzioni private e alle imprese di manutenzione (come proprietari e/o gestori).

Per questo affrontare il tema della manutenzione da un punto di vista filosofico � funzionale al raggiungimento degli scopi che l�autore si propone.

Non si tratta di mettere a punto le tecniche manutentive pi� idonee, almeno in questa fase, ma � importante innanzitutto concordare dei parametri di prestazione accettabili da parte di tutti gli attori e definire un livello di servizio che consenta il mantenimento della prestazione a questi livelli definiti.

La Politica gioca in questo discorso un ruolo di primo piano, anche come indirizzo da fornire ad utenti e gestori su un possibile equilibrio di valori e prospettive. Un approccio sostenibile appunto, ossia la �radiazione fossile� che troviamo in tutto il testo di Michele Di Sivo.

 

Ancona, 24 Marzo 2005
Maurizio Cattaneo

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