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Manutenzione
Urbana. Strategia per la sostenibilità della città.
La
letteratura sulla manutenzione si � arricchita in questi ultimi
anni di numerosi contributi redatti nella nostra lingua da
autori italiani.
Non si
pu� per� affermare che questi libri abbiano contribuito ad allargare
l�orizzonte della cultura manutentiva.
Troppe
generalizzazioni; frequenti strafalcioni su contenuti prettamente
tecnici, ma privi di una dose sufficiente di accuratezza; mancanza
di idee; stravolgimenti imperdonabili nella descrizione di procedure
peraltro note da anni ma presentate come fossero novit�; scarsa
finalizzazione nel descrivere le opportunit� di cambiamento che il
testo promette, ma solo promette; tentativo di universalizzare
strumenti operativi che si rivelano adatti solo a specifiche realt�
aziendali; scopiazzature da altri autori senza citare la fonte.
Per
fare solo qualche esempio.
Una
nuova pubblicazione, quando avviene, � sempre una festa perch� in
fondo si tratta di una materia nella quale professionalmente e
personalmente sono da anni impegnato, poi, per�, la delusione prende
spesso il sopravvento.
La
lettura diventa cos� un �dovere�, e giunto all�ultima pagina
archivio il libro, che rapidamente scompare nello scaffale.
Il
libro di Michele Di Sivo non appartiene a questa categoria.
Certo
non � di facile lettura, � ricco di citazioni, ha un taglio
filosofico, obbliga a rallentare sui tornanti delle sue
considerazioni. Per� � interessante. Si pu� anche non essere
d�accordo su alcune conclusioni, ma non � mai banale.
Manutenzione Urbana fa riflettere. Non c�� una formula e nemmeno un
disegno. Si parla di manutenzione della citt�, un argomento solo
apparentemente distante dalla manutenzione industriale, ma
certamente pi� vicino a ciascuno di noi in quanto evidenzia una
realt� nella quale noi tutti siamo immersi, non solo uno sparuto
gruppo di specialisti della materia.
Il
testo � organicamente diviso in quattro parti, tutte attraversate da
un unico filo conduttore: il tema della sostenibilit�.
Manutenzione Urbana si svolge dunque lungo quattro direttrici:
-
Sostenibilit� e manutenzione urbana, dove l�autore percorre
alcuni temi cari all�argomento sostenibilit� dal Rapporto MIT
per il Club di Roma (1972) al Rapporto Burtland (1987), passando
per Jeremy Rifkin, l�entropia (il �disordine dell�universo�,
che evolve verso stati entropici sempre pi� elevati) e le tre
leggi della termodinamica, per il �recupero della natura�,
fino a postulare la necessit� di una cura, manutenzione,
conservazione (che poi sono tre sinonimi) della citt� come
rimedio al degrado e allo spreco di risorse. La manutenzione quindi come fatto economico, in tutti i sensi.
-
Cura, tempo
e manutenzione, dove un evento internazionale l�Earth Summit
di Rio (1992), testimone di uno sviluppo incontrollato e
sconsiderato dell�ambiente, � l�occasione per iniziare a
ragionare sulle azioni da svolgere. L�ambiente urbano, si afferma nel summit di Rio, �viene
riconosciuto come sistema�. Innanzitutto ci deve essere �cura�, cos� scrive Di Sivo,
accompagnando questa nota con dotte osservazioni (Cartesio e
Aristotele), alla �cultura dell�usa e getta va contrapposta
la cultura della responsabilit��. Non poteva mancare poi, prima di arrivare alla manutenzione, la
nozione del tempo. L�ambiente costruito � caratterizzato, infatti, da oggetti che
hanno lunghissimi cicli di vita, nell�ordine delle decine d�anni
se non dei secoli. La manutenzione infine si sostanzia prima di tutto nella
manutenibilit�, ossia nel permeare di manutenzione tutta la fase
di progettazione.
-
Qualit� e
manutenzione, dove si afferma che fare manutenzione
significa operare nel verso della qualit�, non una qualit� in
senso astratto, ma una qualit� �antitesi della quantit��.
Sembra un sofisma, ma leggendo fra le righe, Di Sivo va oltre la
qualit� come mero strumento e la intende in senso pi� ampio,
anche estetico. Per sottolineare questa affermazione coinvolge autentici giganti
del calibro di Galileo, Hobbes e Cartesio. In definitiva significa osservare la qualit� come valore e non
come semplice caratteristica.
-
Manutenzione
urbana come strategia, � un po� l�elemento centrale del
libro anche se giunge alla fine, dove l�autore afferma il
principio che la manutenzione urbana �deve uscire
dall�universo dello straordinario per avviarsi verso il mondo
dell�ordinario, diventando strumento di conservazione ragionata
della citt��. Ci� non ostante l�ambiente costruito sia �segnato
da imprevedibili casualit��. Una precisa visione �moderna� del ruolo della manutenzione
in un mondo caratterizzato dal passaggio �da una fase di sviluppo ad una
di conservazione�, in un mondo che esprime �una diffusa e
generalizzata domanda di manutenzione�. Questo ruolo pu� essere focalizzato solo superando le �difficolt�
insite nel trasferimento di teorie e metodi della cultura
manutentiva industriale a quella urbana�, fra due ambienti
cio� ugualmente complessi ma diversi. La quarta parte si chiude con un riferimento ai Laboratori di
Quartiere, un argomento caro a Giovanni Ferracuti del quale
Michele Di Sivo � l�erede culturale. I Laboratori di Quartiere, rappresentano il luogo della
partecipazione dell�utilizzatore ai processi della manutenzione.
I laboratori, ed altre iniziative partecipative, sono una sorta
di �Manutenzione Autonoma� applicata alla realt� urbana. La
dimostrazione che anche in questo settore, come nella fabbrica
automobilistica di Nakajima, si sente il bisogno di mettere al
centro dei processi manutentivi l�utilizzatore.
Michele Di Sivo concepisce la manutenzione urbana e la analizza
usando un approccio sistemico.
L�approfondimento degli aspetti tecnici ed operativi, cui pure �
dedicato qua e l� dello spazio, � perfettamente inutile se non sono
definiti prioritariamente una visione, gli scopi, i processi
organizzativi conseguenti ed i criteri di misura, controllo e
regolazione del sistema.
Nella
manutenzione urbana siamo ancora in questa fase �in mezzo al guado�,
prenderne atto significa avere a che fare con il mondo del reale, in
contrapposizione con teorie e metodi che procedendo in ordine sparso
ottengono a volte risultati opposti a quelle che erano le reali
intenzioni.
L�approccio usato in Manutenzione Urbana ritengo sia in perfetta
sintonia con l�ultimo libro di Gianfranco Dioguardi (che definirei
un intellettuale esperto di economia con l�hobby della manutenzione)
�Sistemi Organizzativi�, pubblicato qualche settimana fa, dove
peraltro le considerazioni sui sistemi occupano una buona met� dei
ragionamenti.
Nella
manutenzione urbana mi pare importante parlare di Politica
Manutentiva, prima ancora che di politiche manutentive. Ossia
occorre definire un pensiero comune che raccordi le esigenze dei
cittadini (come utenti) rispetto agli enti pubblici, alle
istituzioni private e alle imprese di manutenzione (come proprietari
e/o gestori).
Per
questo affrontare il tema della manutenzione da un punto di vista
filosofico � funzionale al raggiungimento degli scopi che l�autore
si propone.
Non si
tratta di mettere a punto le tecniche manutentive pi� idonee, almeno
in questa fase, ma � importante innanzitutto concordare dei
parametri di prestazione accettabili da parte di tutti gli attori e
definire un livello di servizio che consenta il mantenimento della
prestazione a questi livelli definiti.
La
Politica gioca in questo discorso un ruolo di primo piano, anche
come indirizzo da fornire ad utenti e gestori su un possibile
equilibrio di valori e prospettive. Un approccio sostenibile
appunto, ossia la �radiazione fossile� che troviamo in tutto il
testo di Michele Di Sivo.
Ancona, 24 Marzo 2005
Maurizio Cattaneo |